Barbara's Blog |
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| Il mio mondo reale nel virtuale | |
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22 Marzo 2008
FIOCCHI DI COTONE PER JEANIE
La gente che intona questa melodia 18 Marzo 2008
E' TEMPO DI SCEGLIERE...
15 Marzo 2008
SE UN VOTO SI COMPRA CON 50 EURO di Roverto savianoda Repubblica.it del 15 marzo 2008
12 Marzo 2008
A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande...
12 Ottobre 2007
GRAZIE AMORE!Ode al giorno felice
Questa volta lasciate che sia felice, non è successo nulla a nessuno, non sono da nessuna parte, succede solo che sono felice fino all’ultimo profondo angolino del cuore. Camminando,dormendo o scrivendo, che posso farci, sono felice. sono più sterminato dell’erba nelle praterie, sento la pelle come un albero raggrinzito, e l’acqua sotto,gli uccelli in cima, il mare come un anello intorno alla mia vita, fatta di pane e pietra la terra l’aria canta come una chitarra. Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia, tu canti e sei canto, Il mondo è oggi la mia anima canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca, lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia essere felice, essere felice perché si, perché respiro e perché respiri, essere felice perché tocco il tuo ginocchio ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo e la sua freschezza. Oggi lasciate che sia felice, io e basta, con o senza tutti, essere felice con l’erba e la sabbia essere felice con l’aria e la terra, essere felice con te,con la tua bocca, essere felice. Pablo Neruda 01 Ottobre 2007
RACCOLTA FIRME PRO DE MAGISTRISDue paesi, una regione intera uniti da un unico obiettivo; liberare la Calabria dalle lobby di potere. Che siano esse politiche o mafiose.
Siamo un popolo libero che mai più niente potrà sottomettere! Se anche tu vuoi sentirti più libero e più calabrese, domenica 7 ottobre ti aspettiamo nelle piazze di Locri e Siderno per una raccolta firme contro il trasferimento del dott. De Magistris! LOCRI - PIAZZA DEI MARTIRI SIDERNO - PIAZZA MUNICIPIO dalle 09.00 alle 14.00 a cura di: Fondazione Gianluca Congiusta, Centro Studi Lazzati, Associazione Ulixes, Associazione Laboratorio Locri, Portale Giovani 28 Settembre 2007
APPELLO PER LA GIUSTIZIA E LA LEGALITA' IN CALABRIATo: Società Civile, Istituzioni, Organi d'Informazione
I SOTTOSCRITTI CITTADINI ITALIANI, ED IN PARTICOLARE NOI CALABRESI, in questo particolare momento storico nel quale la regione Calabria si trova drammaticamente stretta nella morsa della Mafia, della Malapolitica e del Malaffare, rivendichiamo il diritto alla Giustizia e alla Legalità e chiediamo con fermezza che si faccia chiarezza negli oscuri intrecci tra politica, affari, massonerie deviate e criminalità organizzata. Esprimiamo pertanto stima e solidarietà senza riserve nei confronti di quanti si stanno impegnando nella lotta al crimine in tutte le sue forme ed estensioni, ed in particolare approviamo e sosteniamo il lavoro dei Magistrati che, per aver avuto il coraggio di portare avanti senza condizionamenti e senza timore indagini che portano direttamente al cuore del sistema delle corruttele calabresi, si ritrovano ad essere quotidianamente oggetto di vergognosi attacchi e di delegittimazioni anche da parte di rappresentanti delle Istituzioni democratiche. Su questa nuova sfida, che non è solo contro i nemici storici della civile convivenza, come la ‘ndrangheta per intenderci, ma contro poteri forti e trasversali che si sono insinuati e propagati dappertutto, nessun cittadino onesto può restare indifferente. Noi rappresentanti della società civile, delle associazioni, del movimentismo, del mondo cooperativistico, del sindacato, dell’università, delle professioni e delle imprese, dei giovani, ci opponiamo con sdegno e con forza ad ogni gratuito attacco teso a delegittimare, con parole o con fatti, l’azione di questi Magistrati coraggiosi, e volendo continuare ad alimentare le speranze di progresso, libertà e democrazia per questa nostra terra, riponiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e nell’impegno di questi Magistrati che incondizionatamente e con equilibrio seguono l’ideale del proprio dovere istituzionale e morale. http://www.petitiononline.com/040407rc/petition-sign.html? 17 Agosto 2007
E TU...A CHI APPARTIENI?!
“La vita è un insieme di luoghi e di
persone che scrivono il tempo. La nuova Fiat, appartiene a tutti noi” 08 Giugno 2007
LA POLITICA DELLE MUCCHEdal blog di neeo
SOCIALISMO: Hai 2 mucche. Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene, e tu dividi il latte con lui. COMUNISMO: Hai 2 mucche. Il governo te le prende, e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni. FASCISMO: Hai 2 mucche. Il governo te le prende, e ti vende il latte. NAZISMO: Hai 2 mucche. Il governo prende la vacca bianca, e uccide quella nera. DITTATURA: Hai 2 mucche. La polizia te le confisca, e ti fucila. FEUDALESIMO: Hai 2 mucche. Il feudatario prende la metà del latte e si scopa tua moglie. DEMOCRAZIA: Hai 2 mucche. Si vota per decidere a chi spetta il latte. DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: Hai 2 mucche. Si vota per chi eleggere la persona che deciderà a chi spetta il latte. ANARCHIA: Hai 2 mucche. Lasci che si organizzino in autogestione. CAPITALISMO: Hai 2 mucche. Ne vendi una per comperare un toro e avere dei vitelli con > cui iniziare un allevamento. CAPITALISMO SELVAGGIO: Hai 2 mucche. Fai macellare la prima e obblighi la seconda a produrre > tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l'operaio, che se ne occupava, accusandolo di aver > lasciato morire la vacca di sfinimento. BERLUSCONISMO: Hai 2 mucche. Ne vendi 3 alla tua società quotata in borsa, utilizzando > lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno > scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica, e nell'operazione guadagni 4 mucche, beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 >mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche, vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista, che rivende alla tua società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche. Nei libri contabili di questa società figurano 8 ruminanti, con l'opzione d'acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio. 05 Giugno 2007
PETIZIONE CONTRO LA PRESCRIZIONE DEGLI ABUSI SUI MINORI Se non sei un pedofilo, se non sei loro complice, se hai dei figli, se hai dei fratellini piccoli, se sei una persona onesta e rispettabile, se pensi che i bambini vadano difesi, se hai voglia di fare la tua parte...FIRMA LA PETIZIONE CONTRO LA PRESCRIZIONE DEGLI ABUSI SUI MINORI! CLICCA QUI 04 Giugno 2007
TERRORISTA E' LO STATOda Repubblica.it del 4 giugno 2007 UNA NUOVA P2 RICATTA LA POLITICA DEBOLE di Giuseppe D'Avanzo Non è una buona cosa maneggiare l'affare Visco/Speciale come una baruffa tra due caratteri autoritari e spicciativi, e non come un conflitto tra istituzioni che annuncia un ben altro sismo, più violento e dagli esiti imprevedibili. Un'analisi senza profondità, tempo e memoria di questo "pasticciaccio" impedisce di scorgere l'autentico focus della crisi che sta incubando: il ritorno sul "mercato della politica" degli interessi di quell'"agglomerato oscuro" che si è andato costituendo all'ombra del governo Berlusconi e nella spensierata indifferenza o sottovalutazione dei leader del centro-sinistra, Prodi, D'Alema, Rutelli in testa. Si può dire che quel che fa capolino con l'offensiva del generale è una varietà modernizzata della loggia P2. La si può definire così, una P2, soltanto per semplificazione evocativa anche se il segno caratteristico di questa consorteria non è l'affiliazione alla massoneria (anche se massoni vi abitano), ma la pervasività - sotterranea, irresponsabile, incontrollata, trasversale - del suo potere di pressione, di condizionamento, di ricatto. E' necessario cominciare da Visco. I passi stortissimi del comandante generale della Guardia di Finanza non possono lasciare in ombra gli errori del viceministro, che sono gravi. Non è in discussione la limpidezza morale di Vincenzo Visco, ma l'efficacia delle sue mosse e soprattutto la coerenza delle sue iniziative con la strategia del governo di cui è parte. Il primo errore del viceministro è di non rendere trasparenti le ragioni dell'urgenza di cambiare aria nelle stanze del comando della Guardia di Finanza in Lombardia, di non farne una questione pubblica. Visco cede alla tentazione di avviare, come si legge in una lucida analisi del Sole-24 Ore, "un rozzo spoils system nei confronti di personale militare ritenuto troppo vicino alla gestione politica precedente". Che in Lombardia, la Guardia di Finanza sia stata molto prossima e a volte subalterna alle volontà del ministro dell'Economia uscente, Giulio Tremonti - e che ancora oggi possa esserlo - è fatto noto dentro la Guardia di Finanza e nella magistratura, ma Visco tira per la sua strada in silenzio e al coperto, con un altro passo falso. "Anziché stare alla larga da diatribe annose e poco misurabili", pensa "di utilizzare un gruppo contro un altro, senza calcolare modi, conseguenze e nemmeno la forza di chi gli sarebbe potuto rivoltare contro" (ancora il Sole-24 Ore). Tatticamente difettosa, l'iniziativa di Visco ha un altro deficit. Non è politicamente omogenea alle scelte del governo che ha deciso di stringere, contrariamente a quel che crede Visco, un patto di compromissione, un'intesa, un patto di non-aggressione, chiamatelo come volete, proprio con quel network di potere, di cui il generale Roberto Speciale è soltanto uno degli attori, e nemmeno il maggiore. Di quel network di potere occulto e trasversale, ormai si sa o si dovrebbe sapere. E' un "apparato" legale/clandestino deforme, scandaloso, ma del tutto "visibile". Nasce con la connessione abusiva dello spionaggio militare con diverse branche dell'investigazione, soprattutto l'intelligence business, della Guardia di Finanza; con agenzie di investigazione che lavorano in outsourcing; con la Security privata di grandi aziende come Telecom, dove esiste una "control room" e una "struttura S2OC" "capace di fare qualsiasi cosa, anche intercettazioni vocali: può entrare in tutti i sistemi, gestirli, eventualmente dirottare le conversazioni su utenze in uso, con la possibilità di cancellarne la traccia senza essere specificatamente autorizzato". Quel che combina questo "mostro", che dovrebbe preoccupare chi ha a cuore la qualità della democrazia italiana, si sa. Qualche esempio. Dopo la vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, pianifica operazioni - "anche cruente" - contro i presunti "nemici" del neopresidente del Consiglio. Durante la legislatura 2001/2006 raccoglie, "con cadenza semestrale", informazioni in Europa su presunti finanziamenti dei Democratici di Sinistra. E' il "dossier Oak" (Quercia), alto una spanna, denso di conti correnti, bonifici, addirittura con i nomi e i cognomi di presunti "riciclatori" e "teste di legno" dei finanziamenti occulti dei Ds che fanno capo ai leader del partito. Prima della campagna elettorale del 2006, l'apparato legale/clandestino programma e realizza una campagna di discredito contro Romano Prodi. Sarebbe un errore, però, considerare il network "al servizio" del centrodestra. Quell'apparato legale/clandestino, a cavallo tra due legislature, si è "autonomizzato", si è "privatizzato", è autoreferenziale. Raccoglie e gestisce informazioni in proprio. Vere, false non importa: sono qualifiche fluide - il vero e il falso - nella "mediatizzazione della politica dove ogni azione politica si svolge all'interno dello spazio mediale e dipende in larga misura dalla voce dei media". A questa variante moderna di P2 è sufficiente amministrare, saggiamente, la cecità e le nevrosi delle power élite, angosciate dalle mosse degli alleati; spaventate dai complotti possibili, probabili, prossimi. Con accorta disciplina, il network spionistico sa essere il virus e il terapeuta della malattia del sistema politico italiano che impedisce, all'uno come all'altro schieramento, di riconoscersi la legittimità (morale prima che politica) di governare. Alimenta così la sindrome di Berlusconi consegnandogli dossier sul complotto mediatico-giudiziario. La cura con una pianificazione di annientamento dei presunti complottardi. Eccita il "complesso berlusconiano" della sinistra e lenisce quello stato psicoemotivo, prima che politico, con informazioni sulle mosse vere o presunte del temuto spauracchio. Quanto più il conflitto pubblico precipita oscurandosi in un sottosuolo, dove poteri frantumati, deboli, nevrotici tentano di rafforzarsi o difendersi; tanto più il network è in grado di essere il custode dell'opaca natura del potere italiano o il giocatore in più che può favorire la vittoria nella contesa. La minaccia di questa presenza abusiva e minacciosa nel "mercato della politica", alla vigilia delle elezioni del 2006, sembra chiara al centrosinistra. C'è chi esplicitamente, con grande scandalo e dopo anni di distratto silenzio, avverte che "sono tornati i tempi della P2" e chi, più lucidamente, ragiona sul quel che è accaduto e sul da farsi. Preoccupato da una realtà che ha consentito di "sviluppare un agglomerato oscuro fatto di agenzie di investigazione e polizie private in combutta con infedeli servitori dello Stato che si muove in una logica di ricatto", trova "lo spettacolo spaventoso" e promette che "il nuovo governo solleciterà il Parlamento a indagare, accertare, comprendere cosa è accaduto". (Marco Minniti, oggi viceministro agli Interni). In realtà, il governo Prodi appena insediato muove in tutt'altra direzione. Preferisce guardare altrove, incapace di prendere atto dell'infezione, in apparenza impotente a comprenderne il pericolo, addirittura impedito a programmare il necessario lavoro di bonifica. Quel che appare al vertice del network, il direttore del Sismi Nicolò Pollari, incappa nelle indagini della procura di Milano per il sequestro di un cittadino egiziano. L'inchiesta mostra le connessioni del network e dimostra la sua attività di dossieraggio illegale. Incrociata con i risultati dell'istruttoria Telecom, offre una scena così inquietante per la qualità della nostra democrazia che dovrebbe convincere il governo a darsi da fare in fretta, a rimuovere, rinnovare, risanare; a chiedere al Parlamento - appunto - di "accertare e comprendere". Accade il contrario. Il sequestro del cittadino egiziano è protetto da un segreto di Stato che nemmeno Berlusconi e Gianni Letta hanno mai proposto alla magistratura milanese. Di più, per dare un minimo di credibilità alla sorprendente iniziativa, l'esecutivo non esita ad accusare dinanzi alla Corte Costituzionale di illegalismo la procura di Milano. Un altro segreto di Stato va a coprire gli avvenimenti che hanno accompagnato la missione in Iraq di Nicola Calipari, salvo poi chiedere a Washington "verità e giustizia". Che si voglia tutelare, anche nella nuova stagione politica, il passato, i traffici e la fortuna dei protagonisti di quel network è ancora più chiaro quando si procede alla sostituzione dei vertici dell'intelligence. L'ammiraglio Bruno Branciforte va al Sismi senza alcuna delega in bianco o margini operativi e decisionali. Viene consegnato a un imbarazzante stato di impotenza. In sei mesi, per vincoli politici, non ha avuto la possibilità di rimuovere nemmeno un dirigente. Lo staff, i direttori centrali e periferici, il potentissimo capo del personale sono gli stessi dell'éra Pollari. Ad alcuni degli uomini più fidati del generale uscente è stato consigliato di fare un accorto passo laterale diventando gli uomini forti e ascoltati del ministero della Difesa. Al Sisde il nuovo capo, Franco Gabrielli, ammette addirittura davanti al Parlamento che "così com'è, il servizio interno non può svolgere appieno un efficace compito di prevenzione". E tuttavia non riesce a incuriosire il ministro dell'Interno che, in sei mesi, non ha ancora trovato il tempo e il modo di riceverlo. Se i "nuovi" hanno difficoltà a fare il loro lavoro, i "vecchi" possono ampliare - al contrario - il loro margine di manovra e i "punti di appoggio". Pollari è oggi consulente di Palazzo Chigi; il suo fidatissimo braccio destro, che con spavalderia minacciosa si è detto dinanzi al Parlamento "di sinistra" e prodiano, è addirittura al "Personale" della Difesa mentre il generale Emilio Spaziante, l'operativo di Pollari nella Guardia di Finanza di Roberto Speciale, è il numero due al Cesis, la struttura che fa da link tra la presidenza del Consiglio e l'intelligence militare e civile, una poltrona che, nel 2001, già fu di buon auspicio per Nicolò Pollari che da lì partì alla conquista della direzione del Sismi. Il governo di centro-sinistra ha preferito chiudere un accordo di non-aggressione con quel network che, soltanto alla vigilia delle elezioni, appariva all'opposizione di ieri "spaventoso", "oscuro". Un'intesa cinica, realista che avrebbe anche potuto resistere se la parabola dell'esecutivo avesse dimostrato di poter durare a lungo; se la forza del governo avesse dimostrato, in questo suo primo anno, di essere adeguatamente salda e autosufficiente per poter affrontare l'intero ciclo quinquennale della legislatura. Ai primi scricchiolii di popolarità e consenso, ai primi segnali di debolezza politica interna, il network è ritornato a muoversi con tutta la sua pericolosità. Le minacce del generale Roberto Speciale ne sono una eloquente testimonianza. "So io che fare", ha detto ieri al Corriere della Sera. La congiuntura politica, la debolezza e le divisioni della maggioranza, qualche appuntamento di carattere giudiziario non inducono all'ottimismo e lasciano pensare che il peggio debba ancora venire, altro che il match Visco/Speciale. Dunque. Ancora poche settimane e nel frullatore politico-mediatico entreranno le migliaia di intercettazioni telefoniche raccolte nell'inchiesta Antoveneta/Bnl. Un breve saggio di quanto possano essere esplosive lo si è già avuto nel 2006 con la pubblicazione della conversazione tra Gianni Consorte (Unipol) e il segretario dei Ds, Piero Fassino. Ma in quelle intercettazioni si sa, per dirne una, che si ascolta la voce dei maggiori leader del centro-sinistra, a cominciare da Massimo D'Alema e del suo collaboratore più affidabile, il senatore Nicola Latorre. A incupire la scena, la preoccupazione che le intercettazioni legali possano incrociarsi con gli ascolti abusivi e le indagini illegali della Security Telecom. Per quel che se ne sa, è stato trovato soltanto un dvd con migliaia di dossier, nella disponibilità di un investigatore privato che lavorava per la società di telecomunicazioni (o per lo meno per gli uomini della sua sicurezza). Nessuno è in grado di escludere, a Milano come a Roma, che quel dvd sia soltanto una parte dell'archivio segreto. Mentre non c'è dubbio che anche la più irrilevante briciola di quelle informazioni, raccolte illegalmente, sia oggi nella disponibilità dell'"agglomerato oscuro". Che avrà il modo e l'occasione di giocare una nuova partita e qualche asso. I tempi sono favorevoli. Le anomalie, i vizi, gli sprechi della politica italiana hanno scavato un solco tra il Paese e il Palazzo mettendo in moto, per dirla con le parole di Massimo D'Alema, "una crisi di credibilità della politica che tornerà a stravolgere l'Italia con sentimenti come quelli che, negli anni novanta, segnarono la fine della Prima Repubblica". La storia ci insegna che una democrazia fragile e largamente screditata può sopravvivere anche molto a lungo, grazie ai sui meccanismi di autotutela, soltanto però "in assenza di eventi traumatici "esterni" che la facciano crollare". Ora tutta la questione è in questa eventualità. Non c'è dubbio che il network oscuro sia in grado di creare, anche artificialmente, un evento "traumatico" esterno. I dossier - veri o falsi, non importa - raccolti negli anni del governo Berlusconi dall'apparato legale/clandestino di spionaggio possono di certo esserlo. Se si guarda a come si è mosso, contro Vincenzo Visco, il generale Roberto Speciale, sembra di poter dire che in giro ci sia anche la volontà di farlo, la determinazione senza tentennamenti. Il comandante della Guardia di Finanza ha tentato, infatti, di "giudiziarizzare" il braccio di ferro con il viceministro, di alimentare con la sua testimonianza (aggiustata per l'occasione) un'indagine penale e, sotto l'ombrello dell'inchiesta, mettere in circolo veleni, notizie mezze vere e mezze false o del tutto manipolate, capaci di "travolgere il Paese con i sentimenti degli anni novanta". Può essere stato soltanto un piccolo accenno di quanto accadrà di qui a dieci giorni. Sapremo presto quali iniziative intende muovere, quest'altra P2 - simile, ma non uguale a quella che abbiamo conosciuta - e quale forza di dissuasione o di compromesso è in grado di opporre il sistema politico.
01 Giugno 2007
SOLIDARIETA' AI BAMBINI DI RIGNANO ED ALLE LORO FAMIGLIE21 Maggio 2007
Ritorno A casa! GRAZIE CAMPIONI... 15 Maggio 2007
LIBERATAmENTE![]() L'ho fatto con piacere, con amore, con desiderio e...con illusione! Ma ho scoperto che il mondo è fatto di peculiarità migliori...e posso godermi il profumo di questa scoperta! Odora d'intenso e lascia una sensazione di leggerezza... 30 Aprile 2007
UN AMORE CHE NON MUORE SE IO, SE LUI... 28 Marzo 2007
![]() "...non si risenta la gente per bene se non mi adatto a portar le catene..." PETIZIONE ON-LINE To: COMMISSIONE EUROPEA (DIPARTIMENTO AMBIENTE) PER OBBLIGARE LE MULTINAZIONALI DEL PETROLIO AD INSTALLARE ALMENO UN DISTRIBUTORE DI IDROGENO IN OGNI STAZIONE DI SERVIZIO per firmare la petizione clicca qui TI OSSERVO CON CURA![]() Agli occhi della mia anima, non sfugge il tuo meschino pensare. Puoi nasconderlo alla tua lingua, ma splenderà vivo sulla tua faccia mascherata! 23 Gennaio 2007
RACCOLTA FIRME A FAVORE DEL DECRETO LOCRISOGGETTI PROMOTORI: Associazione Culturale Laboratorio Locri Gruppo Consiliare di opposizione Solidarietà Popolare per Locri HTTP://DECRETOLOCRI.SPAZIOBLOG.IT A otto mesi dalle elezioni politiche ed a quasi due anni dagli impegni assunti dal Governo con la città di Locri, i sottoscritti CHIEDONO alle SS.LL. di voler accelerare le procedure per l’approvazione del c.d. Decreto Locri, in particolare per quanto riguarda il potenziamento e riqualificazione della rete stradale e ferroviaria, la valorizzazione dell’area archeologica e la stabilizzazione degli LPU – LSU. E’ opportuno ricordare l’impegno assunto per la realizzazione del Tribunale, la nomina del Sostituto Procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica e quanto altro utile e necessario per riscattare dal degrado l’intera Locride. Si chiede altresì la costituzione di una “cabina di regia” coordinata direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri con la partecipazione dei parlamentari locali | SITI AMICI
I MIEI LIBRI PREFERITI1. Novecento - Alessandro Baricco
2. Il segreto di Luca - Ignazio Silone 3. Sogno di una notte di mezza estate - William Shakespeare 4. Il fu Mattia Pascal - Luigi Pirandello 5. La casa dipinta - John Grisham 6. Il codice Da Vinci - Dan Brown 7. Un luogo chiamato libertĂ - Ken Follet 8. Il vecchio e il mare - Ernest Hemingway 9. Treno di panna - Andrea De Carlo 10. Ammissione di colpa - Scott Turow 11. Il barone rampante - Italo Calvino 12. Gomorra - Roberto Saviano 13. Fratelli di Sangue - Nicola Gratteri DA INCULARE1. La 'ndrangheta
2. La falsità 3. La rucola 4. Il vittimismo 5. L'arroganza LA NASCITA DI UN AMORE...La Juventus nacque nell’autunno del 1897 a Torino come societĂ civile «per gioco, per divertimento, per voglia di novità » su iniziativa di alcuni giovani studenti del liceo classico “Massimo D’Azeglio”.
Secondo la memoria scritta che si riferisce all'origine della società torinesa, è verosimile che i soci fondatori furono i fratelli Eugenio ed Enrico Canfari insieme ad alcuni amici. Il luogo tipico di riunione dei liceali era una panchina non distante dalla loro scuola. L’argomento principale era lo sport, in particolare il calcio, che dalla Gran Bretagna stava espandendosi nel resto d’Europa. Si assume per convenzione il 1° novembre del 1897 quale data di fondazione ufficiale del club. Al momento di scegliere il nome della neonata società vi furono svariate proposte, dopo una votazione, prevalse il nome di Sport Club Juventus, in modo da non legare il nome della squadra a quello di Torino sì da favorire la diffusione del nuovo sport venuto dalla Gran Bretagna, e la passione per la squadra, anche fuori dall’ambito cittadino. Il 15 marzo 1898 fu fondata la F.I.F. (Federazione Italiana Foot-Ball) in seguito divenuta FIGC. Per ragioni sconosciute la Juventus non si iscrisse all’associazione e quindi non poté partecipare al primo campionato italiano di calcio che si svolse l’8 maggio di quello stesso anno a Torino tra quattro squadre: FC Torinese, Genoa, Società Ginnastica e International Football Club Torino. Nel 1899 la società assunse l’attuale nome di Juventus Football Club. La squadra ricevette anche i primi inviti da Alessandria, Milano e Genova, e fu la prima squadra a ospitare a Torino una squadra straniera: il Montriond di Losanna. Ben presto il prestigio della società crebbe e la squadra acquisì il diritto di giocare al Velodromo Umberto I (all’epoca uno dei più prestigiosi campi sportivi di Torino). La sua prima divisa sociale, nel 1897, prevedeva una camicia bianca, sostituita due anni dopo da una curiosa camicia rosa con papillon, colletto bianco, cravattino e berretto nero. Sogni nel cassettoSogni nel cassetto tanti. Qualcuno più importante, altri più leggeri...ma tutti sogni! L'essenza della vita...
Saprai che non t'amo e che t'amo - NerudaSaprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere, la parola è un'ala del silenzio, il fuoco ha una metà di freddo. Io t'amo per cominciare ad amarti, per ricominciare l'infinito, per non cessare d'amarti mai: per questo non t'amo ancora. T'amo e non t'amo come se avessi nelle mie mani le chiavi della gioia e un incerto destino sventurato. Il mio amore ha due vite per amarti. Per questo t'amo quando non t'amo e per questo t'amo quando t'amo. Guarda che Luna - Cappello a CilindroGuarda che luna, guarda che mare,
da questa notte senza te dovrò restare folle d'amore vorrei morire mentre la luna di lassù mi sta a guardare. Resta soltanto tutto il rimpianto perché ho peccato nel desiderarti tanto ora son solo a ricordare e vorrei poterti dire guarda che luna, guarda che mare! Ma guarda che luna, guarda che mare, in questa notte senza te vorrei morire perché son solo a ricordare e vorrei poterti dire guarda che luna, guarda che mare! Guarda che luna, guarda che mare! Che luna! NOTA LEGALEQuesto, come ogni altro blog, è tutelato dalla legge 675 del 1996 (tutela della privacy), dall'estenzione della suddetta avutasi con il Decreto Legislativo N°196 del 30/06/2003 e dalle norme costituzionalmente garantite al Nome, alla persona ed all'immagine ed all'onore.
QUINDI, tutto il materiale (scritto e fotografico, nomi, dati, testi) pubblicato sul mio blog non può essere utilizzato senza il permesso mio o dei rispettivi autori, pena denuncia alla Polizia Postale. Lo stesso vale per la diffamazione e la calunnia, che seguono il medesimo regime giuridico-penale della calunnia e/o diffamazione a mezzo stampa (diritto lesivo dell'onore), quindi si sporge lo stesso tipo di denuncia ed iter burocratico. Ciò vale anche nel caso di anonimi, poichè la Polizia Postale può richiedere l'elenco degli IP che hanno effettuato l'ingresso al blog. VisiteursI MIEI MONDI1. La musica
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